• IN MANUS TUAS

    Vi darò buone notizie dal Paradiso

    Sono davvero tante, sono tante le cose che vorrei dire a tutti, sono tante! Ma una sola resta la più importante: In Manus Tuas, In Manus Tuas, In Manus Tuas! Sì, dite questo a tutti da parte mia: IN MANUS TUAS! E’ questa l’unica cosa importante: il pieno e completo abbandono alla volontà del Padre, sia quando a noi pare bella, sia quando a noi pare brutta, credere sempre che tutto è un dono squisitissimo e delicatissimo della tenerezza dell’Amore del padre per noi! In Manus Tuas, Domine, grazie Papà! E, un’altra cosa… l’ho sempre amato! Dite questo da parte mia. E un bacio nel Signore a tutti. + Salvatore Boccaccio vescovo

  • è tempo ora

    è tempo, ORA ...

    E' il tempo ora della nostra trasfigurazione... Tempo di girarci verso la Luce , perché la luce E' GIA' QUI! E' il Dio che portiamo dentro e che deve erompere dalla mia tenebra come il sole dalla notte, come il mistero erompe dalla creazione e a Pasqua rovescerà la pietra per dire che la notte è vinta per sempre! Un salmo esorta "Guardate a lui e sarete raggianti". Guardate a lui e non avrete più volti oscuri ...

  • esponiamoci alla sua luce

    esponiamoci alla Sua luce!

    E allora piantiamo la nostra tenda davanti a Cristo, esponiamoci alla Sua luce, abitiamola, godiamo di quella luce come la luna gode del sole. La luce non è nostra ma noi possiamo, come lune davanti al sole, assorbire la luce e poi irradiarla e diventare raggianti. Occhi lucenti, corpi luminoso, astri che a loro volta indicano il cammino ad altri. Così hanno fatto i discepoli, così ha fatto Maria icona splendente del nostro futuro… Padre ERMES RONCHI dei Servi di Maria.

  • Mater Misericordiae!

    Maria Madre della Tenda

    Madre di Gesù e madre nostra, prega per noi ora, affinché l’umanità si risvegli e decida veramente per la costruzione di una nuova civiltà dell’amore; Ti ascolti, Ti risponda e riponga in Te fiducia. Prega per noi, ora, affinché gli uomini si risveglino dal sonno della non vita e vengano a Te in un abbandono fiducioso per essere ricondotti a Gesù. Fa' splendere la tua luce, Madre, e mostraci la via della salvezza. Madre della Tenda, prega per noi

  • Con Chiara nei deserti della vita ...

    Con Chiara nei deserti della vita ...

    Desideriamo percorrere i ‘deserti’ del mondo e ascoltare il grido di chi non ha più voce, raccogliere il dolore di chi è disperato certi che anche le lacrime, raggiunte dal raggio dell’Amore, possono risplendere di Luce divina nel firmamento dell’eternità e trasformarsi in splendidi arcobaleni che illuminano le nostre città. Sempre Uniti nel portare la Rivoluzione del Vangelo in tutto il mondo - Chiara Amirante

  • Nella gioia del RISORTO!

    Nella gioia del RISORTO!

    L'annuncio cristiano dice: Dio si è fatto uomo, si è reso presenza umana, carnale, dentro la storia "Perché cercate tra i morti colui che è vivo?" Luca 24

  • Integer vitae nulla!

    Vorrei dirvi una cosa ...

    Non temete! Se Colui che E' da principio, non ha disdegnato questi sassi, non disprezzerà neppure i macigni del vostro povero cuore. Sappiate offrirglieli, perchè stabilisca in mezzo agli uomini il suo domicilio. E continuerà anche per il vostro SI, l'avventura della Redenzione DON TONINO BELLO...

  • Suspendisse neque tellus

    Nel deserto della mia vita, Signore ...

    hai voluto piantare la Tua tenda. Ogni giorno mi chiedo come sia possibile e nella carne risuona la Tua voce che viene a dirmi che non è opera mia. Tutto è veramente grazia, Signore, ed io voglio cantare la melodia della Tua infinta misericordia ...

  • Curabitur faucibus

    LA DIMORA DI DIO CON GLI UOMINI

    Udii allora una voce potente che usciva dal trono: «Ecco la dimora di Dio (la tenda) con gli uomini! Egli dimorerà tra di loro ed essi saranno suo popolo ed egli sarà il "Dio-con-loro". E tergerà ogni lacrima dai loro occhi; non ci sarà più la morte, né lutto, né lamento, né affanno, perché le cose di prima sono passate» Apocalisse 21, 3-4

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mercoledì 13 luglio 2011

TRACCE 12 luglio 2011 - Piccoli passi verso la Parola della domenica ...



… dice il Salmo 85, ma satana  (il divisore!)
è spirito di contraddizione e ribatte :


Matteo si è già rivolto ai convertiti ed insistito sulla necessità di alcune disposizioni interiori e personali affinché la parola ascoltata venga capita e cresca; affinché possiamo costruire il Regno di Dio già qui ed ora …

Oggi, viene a ricordarci di convertire il nostro cuore al Dio di Gesù Cristo, non al nostro personale ‘sgorbio di dio’ che ci siamo fabbricati!




 

Un'altra parabola espose loro così: "Il regno dei cieli si può paragonare a un uomo che ha seminato del buon seme nel suo campo. Ma mentre tutti dormivano venne il nemico, seminò zizzania in mezzo al grano e se ne andò. Quando poi la messe fiorì e fece frutto, ecco apparve anche la zizzania. Allora i servi andarono dal padrone di casa e gli dissero: Padrone, non hai seminato del buon seme nel tuo campo? Da dove viene dunque la zizzania? Ed egli rispose loro: Un nemico ha fatto questo. E i servi gli dissero: Vuoi dunque che andiamo a raccoglierla? No, rispose, perché non succeda che, cogliendo la zizzania, con essa sradichiate anche il grano. Lasciate che l'una e l'altra crescano insieme fino alla mietitura e al momento della mietitura dirò ai mietitori: Cogliete prima la zizzania e legatela in fastelli per bruciarla; il grano invece riponetelo nel mio granaio" - Mt 13,24-30 (forma intera Mt 13, 24-43)


Un incastro di tre parabole straordinarie, nella forma estesa di questo passo del Vangelo di Matteo, che ci aiutano a capire la logica del Regno, la logica di Gesù…

Abbiamo ancora a che fare col mondo agricolo, che Gesù aveva dinanzi. Noi invece siamo meno abituati ...

Zizzania e buon grano che crescono insieme; lievito nella farina, per spiegare un po’ la dinamica del regno e spiegazione della parabola zizzania. Gesù le dice in un momento delicato della sua vita, momento in cui lui stesso ha la percezione che l’efficacia della parola non funzioni e che noi uomini preferiamo tenerci quell’errata idea di un dio, che ci siamo creati… Atteggiamento, questo, che ha alla base due distorsioni: una errata idea di Dio (un Dio geloso degli uomini, pronto a scagliare i suoi fulmini, quindi un Dio gretto, meschino, non il Dio Padre misericordioso) ed una mancanza di fiducia in Dio (e quindi di speranza) che genera paura e insicurezza.
LA PAZIENZA DI DIO

DI UN DIO MISERICORDIOSO

CHE RISPETTA I RITMI DI CRESCITA E DI MATURAZIONE


Invece il regno di Dio tollera i malvagi e i peccatori, perché ha una incrollabile fiducia nell’azione di Dio che sa attendere la libera decisione dell’uomo.  Papa Giovanni ha scritto: «La dolcezza è la pienezza della forza».

Non dunque una accettazione passiva degli avvenimenti e neppure una qualunquistica bonomia, ma un atteggiamento costruttivo di tolleranza, di pazienza e di rispetto dei tempi e dei ritmi della crescita, sia all’interno della vita delle comunità come delle singole persone, ed una attenzione attiva ai momenti di grazia e ai segni dei tempi che puntualmente faranno la loro comparsa.




(CCC n. 827) Mentre Cristo santo, innocente, immacolato, non conobbe il peccato, ma venne allo scopo di espiare i soli peccati del popolo, la Chiesa comprende nel suo senso i peccatori, santa e insieme sempre bisognosa di purificazione, incessantemente si applica alla penitenza e al suo rinnovamento. Tutti i membri della Chiesa, compresi i suoi ministri, devono riconoscersi peccatori (1 Gv 1,8-10). In tutti sino alla fine dei tempi, la zizzania del peccato si trova ancora mescolata al buon grano del Vangelo (Mt 13,24-20). La Chiesa raduna dunque peccatori raggiunti dalla salvezza di Cristo, ma sempre in via di santificazione..
Il principe della menzogna, il divisore, colui 'che accusava i fratelli giorno e notte (  dall'ebraico “il Sa tan”) viene di notte. L'azione del maligno si svolge di notte, con il favore delle tenebre: fuori di metafora, egli si muove e agisce senza essere visto; di fatto, una delle carte vincenti del maligno è quella di farsi credere assente. È possibile affermare che egli ha veramente vinto, e ha già raggiunto il suo obiettivo, quando è creduto assente. Il resto è solo una conseguenza. Infatti, quelli che sono rimasti intrappolati nel potere delle tenebre non percepiscono la presenza di Satana, ed hanno perfino la sensazione illusoria di essere liberi, pensando che egli non ci sia, o che sia una lucertolina innocua, un povero diavolo, o addirittura la semplice personificazione simbolica del male umano. Queste convinzioni sono le maniere più comuni con cui Satana fa in modo di essere creduto assente o innocuo, per colpire con maggiore forza e con maggiore sicurezza, mentre la persona ha abbassato le difese, ritenendo di non avere nessun nemico da cui difendersi. Solo quando la persona, per la grazia di Cristo, si svincola dal suo potere ipnotico, allora prende coscienza di avere un temibile nemico. Satana non esce allo scoperto se non quando l'uomo diventa un suo nemico esplicito, schierandosi con Cristo. L'accoglienza del vangelo pone infatti la persona nella luce di Dio, e la luce smaschera l'ordito occulto del demonio. Dinanzi ai santi, il maligno non si può nascondere più, perché la luce dello Spirito, come un potente riflettore, rende inutili i suoi nascondigli.


«Si può criticare molto la Chiesa. Noi lo sappiamo, e il Signore stesso ce l'ha detto: essa è una rete con dei pesci buoni e dei pesci cattivi, un campo con il grano e la zizzania. Papa Giovanni Paolo II, che nei tanti beati e santi ci ha mostrato il volto vero della Chiesa, ha anche chiesto perdono per ciò che nel corso della storia, a motivo dell'agire e del parlare di uomini di Chiesa, è avvenuto di male. In tal modo fa vedere anche a noi la nostra vera immagine e ci esorta ad entrare con tutti i nostri difetti e debolezze nella processione dei santi, che con i Magi dell'Oriente ha preso il suo inizio. In fondo, è consolante il fatto che esista la zizzania nella Chiesa. Così, con tutti i nostri difetti possiamo tuttavia sperare di trovarci ancora nella sequela di Gesù, che ha chiamato proprio i peccatori. La Chiesa è come una famiglia umana, ma è anche allo stesso tempo la grande famiglia di Dio, mediante la quale Egli forma uno spazio di comunione e di unità attraverso tutti i continenti, le culture e le nazioni. Perciò siamo lieti di appartenere a questa grande famiglia; siamo lieti di avere fratelli e amici in tutto il mondo. Lo sperimentiamo proprio qui a Colonia quanto sia bello appartenere ad una famiglia vasta come il mondo, che comprende il cielo e la terra, il passato, il presente e il futuro e tutte le parti della terra. In questa grande comitiva di pellegrini camminiamo insieme con Cristo, camminiamo con la stella che illumina la storia»


Benedetto XVI - Colonia -
omelia veglia coi Giovani alla spianata del Marienfeld, il 20 agosto 2005





Parole di speranza. C’è posto per tutti… non ci sono selezioni preliminari, non bisogna adeguarsi a chissà quali condizioni, rispondere a chissà quali aspettative. L’immagine della famiglia è altamente significativa: siamo grandi abbastanza per capire che non esiste nessuna famiglia "Mulino Bianco", ognuna ha i suoi scheletri nell’armadio, le sue ferite, le sue contraddizioni, i suoi periodi bui. Eppure, nell’amore, riescono spesso a trovare un’unione più forte di ogni avversità, fatta per lo più di gesti semplici e poche parole. C’è posto per tutti.. a suggerire che lo Spirito ancora oggi suggerisce qualcosa di nuovo a chi voglia ascoltarne la voce.
Sentire queste parole ad una Giornata Mondiale della Gioventù è il simbolo della fiducia del Papa nei giovani. Giovani che sa capaci di generosità, di dono, di entusiasmo, di intraprendenza, a volte di grande ingenuità. Ma è bello vedere quanta passione sappiano mettere in un progetto : spesso la differenza è proprio nella capacità di incanalare le proprie energie per qualcosa che sia veramente grande, bello, vero, degno dell’offerta del proprio tempo e delle proprie forze.

 

Dunque Gesù quando chiede di avere pazienza si riferisce alle incongruenze e anche agli scandali che possono capitare all'interno della Chiesa. Non tocca a noi di giudicare, ci penserà Lui alla fine dei tempi a svelare i pensieri dei cuori e a dare a ciascuno la ricompensa delle sue azioni. Lui solo conosce le intenzioni delle menti e concede a ciascun credente un tempo di aspettativa in vista della conversione e per il perfezionamento della condotta di vita.

Sbaglieremmo se pensassimo che raccontando la parabola della zizzania nel campo Gesù intendesse giustificare la pretesa di tanta gente di essere lasciata in pace a vivere come gli pare. È che purtroppo il male è presente anche nella Chiesa che dovrebbe essere la comunità dei salvati e dei santi. A questa constatazione dolorosa Gesù oppone il pensiero che nella Chiesa il bene trionferà: alla fine dei tempi il bilancio della Chiesa nella storia sarà ampiamente positivo. Dal momento però che siamo tutti in cammino il compimento del Regno dei Cieli e che la méta resta lontana, fra di noi credenti dobbiamo avere comprensione e pazienza.

A Dio nulla sfugge, ma se per correggere il nostro possiamo usciamo dalla carità non solo il nostro intervento spesso fallisce, ma noi stessi rischiamo di escluderci dall'unica comunità dei salvati che è la Chiesa.

"Migliorate voi stessi!" sembra dire Gesù "... e allora anche le carenze degli altri sembreranno meno importanti in proporzione del frutto di bene che va accumulandosi".

lunedì 11 luglio 2011

LA PAROLA DI DIO E' LUCE! .... Chiara Amirante



Il nostro cuore sempre inquieto cerca risposte alle grande domande dell’esistenza: chi sono? Dove vado? Da dove vengo? Perché la sofferenza, la morte? Come posso essere felice? Ho una vita sola, come posso viverla al meglio?
C’è una meravigliosa scoperta che ha colorato la mia vita e quella di milioni e milioni di persone:

LA PAROLA DI DIO E’ LUCE! Nella Parola di Dio possiamo trovare LA RISPOSTA a tutto quanto il nostro cuore cerca. Spesso noi cristiani abbiamo dimenticato il cuore della grande Notizia della nostra fede: “In principio era il Verbo e il Verbo era presso Dio e il Verbo era Dio: in Lui era la vita e la vita era la luce degli uomini… Egli era nel mondo, e il mondo fu fatto per mezzo di lui, eppure il mondo non lo riconobbe (…) IL VERBO SI FECE CARNE E VENNE AD ABITARE IN MEZZO A NOI! (Gv.1,1 ss.)”!! Se il Signore della Creazione ci ha amato fino al punto da venire ad abitare in mezzo a noi è certo che nelle parole che Lui ci ha donato troveremo risposte fondamentali per la nostra esistenza. Troppo spesso, sedotti dalle menzogne dei falsi profeti, ci illudiamo di trovare la felicità nei paradisi artificiali a basso costo che imprigionano l’anima fino ad ucciderla: dopo l’ illusoria ebbrezza di un po’ di piacere ci riscopriamo con il vuoto e la morte nel cuore.

Colui che ha detto:”Io sono la Via, la Verità, la Vita (Gv.14,6)”, non illude, non delude, non ci tradisce mai! La Sua Parola è Luce, la Sua Parola è Verità, la Sua Parola è balsamo di guarigione per le ferite più profonde dell’anima! Il Signore Gesù è la VIA per la pienezza di Gioia e di Pace che il cuore di ogni uomo cerca. E allora perché moltissimi cristiani sono tristi, spenti? Perché hanno dimenticato che il Vangelo non è semplicemente un bel libro che racconta la storia di un grande uomo, il Vangelo è PAROLA DI DIO! Non è sufficiente ascoltare la Parola di Dio, bisogna metterla in pratica! Non è sufficiente meditare il vangelo bisogna viverlo!! Vivere ogni Parola di Dio con tutto il cuore, con tutta l’anima, con tutte le forze, allora e solo allora troveremo le risposte alle domande più profonde del nostro cuore, sperimenteremo quella pienezza di Luce e di Pace che il Signore Gesù desidera donarci. Allora che aspettiamo?! Iniziamo subito! Con più di 150 mila cavalieri della Luce abbiamo preso l’impegno di provare a vivere la Parola di Dio con radicalità per portare la rivoluzione del Vangelo in questo mondo che sta morendo per mancanza di amore. Con tanti a Nuovi Orizzonti scegliamo ogni giorno una frase del vangelo, prendiamo insieme l’impegno di viverla e i frutti che sperimentiamo sono davvero meravigliosi.



Vorrei allora proporre a tutti voi di provare. Se a qualcuno può essere utile potrete trovare alcune delle frasi del vangelo che quotidianamente scelgo (per provare a viverle insieme a tanti con cui condividiamo questo impegno) in questo blog e nella pagina pubblica a mio nome su facebook. Ho scoperto per caso che era stata aperta questa pagina a mia insaputa e mi sono resa conto che può essere un ottimo strumento per condividere con chiunque vorrà una parola del Vangelo del giorno da vivere insieme, riflessioni, pensieri, aggiornamenti, testimonianze e tanto altro. Così ho deciso di gestire questa pagina personalmente visto che chi si era iscritto era convinto di ricevere comunicazioni da parte mia. L’indirizzo della pagina pubblica è http://www.facebook.com/C.Amirante: basterà che poi clicchiate su “mi piace” per essere iscritti e ricevere la parola del vangelo del giorno che insieme a tanti proviamo a vivere e altre mie condivisioni e aggiornamenti in tempo reale su quanto scriverò su questo blog. Può essere un modo per crescere nella comunione e nell’impegno che ci accomuna: Portare la rivoluzione del Vangelo nel mondo.



Provate davvero a scegliere ogni giorno una frase del Vangelo e viverla:

LA PAROLA DI DIO E’ LUCE

e ci dischiude nuovi meravigliosi Orizzonti!


CHIARA AMIRANTE
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Noi infatti non predichiamo noi stessi, ma Cristo Gesù Signore; quanto a noi, siamo i vostri servitori per amore di Gesù. E Dio che disse: Rifulga la luce dalle tenebre, rifulse nei nostri cuori, per far risplendere la conoscenza della gloria divina che rifulge sul volto di Cristo.

Però noi abbiamo questo tesoro in vasi di creta, perché appaia che questa potenza straordinaria viene da Dio e non da noi.  2 Rm









La fede va nutrita e fortificata con la Parola di Dio (Romani 10:17)










4, 1-7

mercoledì 6 luglio 2011

TRACCE Incontro 5 luglio 2011 - LA PAROLA CRESCE NEL GIARDINO SEGRETO ...



... là dove il Signore ama passeggiare con noi e noi non
temiamo di farci vedere come siamo, se in Lui …







E noi … che terra siamo? …

Quel giorno Gesù uscì di casa e sedette in riva al mare. Si radunò attorno a lui tanta folla che egli salì su una barca e si mise a sedere, mentre tutta la folla stava sulla spiaggia.
Egli parlò loro di molte cose con parabole. E disse: «Ecco, il seminatore uscì a seminare. Mentre seminava, una parte cadde lungo la strada; vennero gli uccelli e la mangiarono. Un’altra parte cadde sul terreno sassoso, dove non c’era molta terra; germogliò subito, perché il terreno non era profondo, ma quando spuntò il sole fu bruciata e, non avendo radici, seccò. Un’altra parte cadde sui rovi, e i rovi crebbero e la soffocarono. Un’altra parte cadde sul terreno buono e diede frutto: il cento, il sessanta, il trenta per uno. Chi ha orecchi, ascolti».  ]
Gli si avvicinarono allora i discepoli e gli dissero: «Perché a loro parli con parabole?». Egli rispose loro: «Perché a voi è dato conoscere i misteri del regno dei cieli, ma a loro non è dato. Infatti a colui che ha, verrà dato e sarà nell’abbondanza; ma a colui che non ha, sarà tolto anche quello che ha. Per questo a loro parlo con parabole: perché guardando non vedono, udendo non ascoltano e non comprendono.
Così si compie per loro la profezia di Isaìa che dice:
“Udrete, sì, ma non comprenderete,
guarderete, sì, ma non vedrete.
Perché il cuore di questo popolo è diventato insensibile,
sono diventati duri di orecchi
e hanno chiuso gli occhi,
perché non vedano con gli occhi,
non ascoltino con gli orecchi
e non comprendano con il cuore
e non si convertano e io li guarisca!”.
Beati invece i vostri occhi perché vedono e i vostri orecchi perché ascoltano. In verità io vi dico: molti profeti e molti giusti hanno desiderato vedere ciò che voi guardate, ma non lo videro, e ascoltare ciò che voi ascoltate, ma non lo ascoltarono!

Voi dunque ascoltate la parabola del seminatore. Ogni volta che uno ascolta la parola del Regno e non la comprende, viene il Maligno e ruba ciò che è stato seminato nel suo cuore: questo è il seme seminato lungo la strada. Quello che è stato seminato sul terreno sassoso è colui che ascolta la Parola e l’accoglie subito con gioia, ma non ha in sé radici ed è incostante, sicché, appena giunge una tribolazione o una persecuzione a causa della Parola, egli subito viene meno. Quello seminato tra i rovi è colui che ascolta la Parola, ma la preoccupazione del mondo e la seduzione della ricchezza soffocano la Parola ed essa non dà frutto. Quello seminato sul terreno buono è colui che ascolta la Parola e la comprende; questi dà frutto e produce il cento, il sessanta, il trenta per uno».
Il seminatore uscì a seminare. Quando uscì? Giornate e giornate di lavoro sembrano pesare sulle spalle di questo seminatore e quel sole all'orizzonte pare accompagnarlo da sempre.
La parabola evangelica è qui descritta con un unico sguardo: il terreno che attende il seme, il selciato, gli uccelli rapitori del seme e la messe che biondeggia già all'orizzonte. E il seminatore continua a seminare, instancabile. Nel suo andare ha ancora lo slancio della prima ora, getta il seme senza calcolo, non si attarda a considerare la qualità della terra, non bada agli uccelli, semina semplicemente e generosamente. Addirittura il suo abito ha i colori del terreno. É diventato tutt'uno con esso. Van Gogh ha lavorato per contrasto, proprio come Marco nelle sue parabole: i gialli accanto ai viola, la pennellata nervosa che riproduce le asperità del terreno, le zolle rimosse, la terra battuta del sentiero.


L'intento di Gesù nel narrare la parabola del seme era dischiudere il mistero del Regno.



Il seminatore che getta il seme con abbondanza senza risparmio, senza calcolare la qualità del terreno, è il Verbo di Dio che getta con liberalità la sua parola.

Ha colto nel segno perciò van Gogh, riempiendo la scena della luce aurea del Padre che accompagna il lavoro del suo Verbo nel campo del mondo. Non sta all'uomo giudicare chi sia dentro o chi sia fuori al Mistero, ma è l'accoglienza del seme della Parola a deciderlo.



L'insegnamento sul mistero del Regno diventa pertanto anche un insegnamento sull'identità del vero discepolo. Seguendo questa prospettiva Van Gogh darà alla parabola anche un'altra lettura, più personale identificandosi con il seminatore. Vincent si sentiva, attraverso la sua pittura, un seminatore della Parola di Dio tanto quanto lo fu da Evangelizzatore laico. La meditazione della Parola lo incoraggiava a non indietreggiare davanti al mancato riconoscimento della sua arte, ma a trasfondere tutto se stesso nel colore e nel soggetto che aveva dinanzi.


Questo lascia un grande insegnamento a noi, tentati spesso di giudicare un lavoro, un'opera, un impegno a partire dall'accoglienza trovata, dai risultati ottenuti, dall'efficienza. Cristo, narrando la parabola del seminatore, vuole invece preparare i suoi allo scandalo della croce. Uno scandalo del quale parlerà apertamente nei capitoli successivi del Vangelo.


Il mistero del Regno non obbedisce alla logica del successo, delle conversioni di massa, ma conosce la logica del seme, fatta di attese e di maturazioni, di inizi modesti e di sviluppi lenti ma costanti, fino alla piena manifestazione del Mistero e della Potenza nascosti i n esso. Colui che annuncia il Regno deve entrare in questa dinamica, deve assumere la pazienza del contadino senza arrogarsi il diritto di giudicare su quali terreni seminare, ma in tutto lasciare al seme di sprigionare la sua forza intrinseca. La potenza insita nel seme, infatti ha una sua evidenza che non verrà mai smentita.


Come battezzati siamo chiamati a nutrirci di Parola, per lasciarla passare attraverso il nostro vissuto affinché arrivi ad altri … Ogni discepolo che si ponga alla sequela di Gesù deve saper attendere, saper guardare, oltre le apparenze. Non deve aspettarsi un Messia preconfezionato secondo i propri schemi, non deve sognare una Chiesa di puri e perfetti, ma aprirsi lentamente al Mistero proprio come il seme che nel buio della terra coltiva la speranza di un Sole che pur oscurato dal variare delle stagioni, c’è e rivelerà presto tutto il suo fulgore!




La Parola del Signore ha i suoi tempi … Fruttifica, feconda la terra, poi, piano piano, restituisce…


Se la meditiamo tutti i giorni, se la portiamo nel cuore, stiamo pur tranquilli che prima o poi porterà frutto, crescendo in noi …


A volte ascoltiamo la parola, ma non comprendiamo cosa dica… Dobbiamo imparare a meditarla e conoscerla, con semplicità e prima o poi, come la goccia che cade sulla pietra, riusciremo a viverla.


Noi siamo tanti terreni, non uno solo…I tre terreni convivono anche in noi! Ma il Signore non ha paura di spargere la Sua Parola ovunque, intorno a noi. E’ un Dio generoso, il nostro … Non abbandoniamo mai la Parola! Non scoraggiamoci! Accogliamola così come siamo, con costanza, fino a che produca frutto …



Mettiamoci in gioco, per rinascere a vita nuova nella Parola di Dio che crea e ricrea senza fine !


Ho sempre pensato di poter definire Maria “Donna della Parola” in quanto Madre del Verbo Incarnato. Ma conoscendola sempre di più credo che il suo essere la Donna della Parola sia anche in riferimento al suo cuore allenato a leggere, meditare, vivere la Parola talmente tanto che all’annunciazione lo Spirito Santo ha solo portato il Verbo dal cuore al grembo! Credo che a permettere un “Fiat”come il suo sia stata si la sua grande fede, ma anche una profonda conoscenza delle scritture, che sostenevano con altri esempi concreti l’impossibile che a Dio è possibile.



Chissà, forse a Zaccaria sfuggivano altri straordinari interventi di Dio portatore di Vita nel grembo di altre donne ma…a Maria no! E sarà stato grazie a questo che per Lei credere nell’adempimento delle Parole del Signore è stato più facile che a lui! Quanto sarà stato bello per Maria meditare in silenzio la storia sacra di Sara che, pur se scettica e avvizzita, non è riuscita ad impedire a Dio di portare a compimento la sua opera adempiendo fedelmente la promessa di un figlio:
<<Tornerò da te fra un anno a questa data e allora Sara, tua moglie, avrà un figlio>> Intanto Sara stava ad ascoltare…rise dentro di sé e disse: <<Avvizzita come sono dovrei provare il piacere, mentre il mio signore è vecchio!>> Ma il Signore disse ad Abramo: <<Perché Sara ha riso dicendo: potrò davvero partorire, mentre sono vecchia? C’è forse qualcosa di impossibile per il Signore?>>… Il Signore visitò Sara, come aveva detto, e fece a Sara come aveva promesso. Sara concepì e partorì un figlio nella vecchiaia, nel tempo che Dio aveva fissato. Abramo chiamò Isacco il figlio che gli era nato, che Sara gli aveva partorito.
(Gen 18, 10-14 21, 1-3)



E quante volte avrà provato ad immaginare cosa si prova a vedere un angelo del Signore che ti parla in Suo nome, meditando l’annunzio della nascita di Sansone: <<C’era allora un uomo di Zorea di una famiglia dei Daniti, chiamato Manoach; sua moglie era sterile e non aveva mai partorito. L’angelo del Signore apparve a questa donna e le disse: <<Ecco tu sei sterile e non hai avuto figli ma concepirai e partorirai un figlio… Poi la donna partorì un figlio che chiamò Sansone>> (Gdc 13, 2-3 14)


E quanto deve aver meditato la storia di Anna e la sua la preghiera per arrivare a ispirarsi a lei nel cantare il Magnificat per le grandi cose fatte dall’Onnipotente, chinato a guardare l’umiltà di chi lo serve: <<Anna…fece questo voto: Signore degli eserciti, se vorrai considerare la miseria della tua schiava e ricordarti di me, se non dimenticherai la tua schiava e darai ala tua schiava un figlio maschio, io lo offrirò al Signore>>. ..ElKana si unì a sua moglie e il Signore si ricordò di lei. Così al finir dell’anno Anna concepì e partorì un figlio e lo chiamò Samuele.


Allora Anna pregò:
<<Il mio cuore esulta nel Signore la mia fronte s’innalza grazie al mio Dio.. Non c’è Santo come il Signore.. Il Signore rende povero e arricchisce, abbassa ed esalta..>>  (1 Sam 1,9-28 2,1-10)

E quanto avrà colpito il suo cuore la premura della donna Sunammita nei confronti di Eliseo e il modo straordinario con cui viene ripagata: <<Un giorno Eliseo passava per Sunem, ove c’era una donna facoltosa che l’invitò con insistenza a tavola…Eliseo disse al suo servo: <<Dille tu: Ecco hai avuto per noi tutta questa premura; che cosa possiamo fare per te?...Allora disse:<<L’anno prossimo, in questa stessa stagione, tu terrai in braccio un figlio>>…Ora la donna rimase incinta e partorì un figlio, proprio alla data indicata da Eliseo>> (2 Re 8-17)


Sarà per confermare la presenza nel cuore di Maria di tutte queste parole che all’annunciazione l’angelo le parla di ciò che stà accadendo ad Elisabetta: <<Vedi: anche Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia ha concepito un figlio e questo è il sesto mese per lei che tutti dicevano sterile: nulla è impossibile a Dio>> Allora Maria disse: <<Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga per me quello che hai detto>> (Lc 1,36-38). Ecco la Fede che trova forza nella Parola! Ecco un “si” sostenuto dalla certezza che La Parola si fà carne davvero. Ecco un cuore abituato a meditare la Fedeltà di Dio nel realizzare ciò che promette.


Chiediamo allora a Maria  di renderci uomini e donne innamorati della Parola di Dio, certi che non solo ogni Sua Parola è Verità ma anche Vita in noi e attraverso di noi.


Chiediamo a Lei, che si è nutrita a tal punto del Verbo da diventarne nutrice, di fare della Parola il nostro pane quotidiano, capace di sfamare la fame del nostro cuore al punto da renderci pane per i cuori affamati di Verità di chi ci stà accanto.


Chiediamo a Lei la forza e il coraggio di vivere la Parola con radicalità ed eroismo, senza alcun compromesso, in quei momenti in cui viverla significa correre il rischio di...essere lapidati!



Chiediamo a Lei di insegnarci a proclamarla incarnandola al punto da non aver bisogno di parole.


Chiediamo a Lei, Donna della Parola eppure Donna del silenzio, di lasciare al Verbo di parlare in noi e attraverso di noi, chiedendole in dono un cuore docile come il suo!
Daniela Martucci
NUOVI ORIZZONTI



venerdì 18 marzo 2011

PAROLA DEL SIGNORE


Salvaci, Signore, da questa confusione delle lingue. Più non sappiamo come parlare. Un’errata sapienza ha avvelenato tutte le culture.

E’ tale l’intrigo dei pensieri ormai che appena sentiamo parlare di pace subito pensiamo con paura alla guerra; e se uno interviene a gridare per la libertà, subito pensiamo che voglia imporci la schiavitù o costringerci quale gregge a subire i suoi piani. La torre di Babele ci pende sul capo ed è miracolo tuo se ancora non rovina.

Tutta l’Europa è un reticolato solo di diffidenze, la diplomazia ha ucciso ogni semplicità cui si aggiunge lo spirito di parte e gli orgogli personali e di nazioni intere.

Neppure nel recinto di gente della stessa riusciamo più ad intenderci. C’è tutta una chiesa del silenzio, dall’altra parte, e da questa è tutto un clamore a spese di quei poveri fratelli che muoiono in carcere o nei campi di deportazione. E certo il grido non sempre sgorga dall’amore che ci deve far piangere con chi piange. Qui si parla di persecuzioni perpetrate di là e poi si tace sull’uccisione e le torture dei villaggi ordite di qua, con gli stessi metodi e gli stessi fini.

Si afferma ogni giorno di volere il bene dei popoli e i popoli sono sempre più stanchi e delusi; ovattati nell’incoscienza per continuare a vivere.

Si dice di prepararci a incontri ad alti livelli e intanto ci volano sul capo squadriglie cariche di inimmaginabili ordigni di distruzione; e mai che si abbia visto nella storia una danza così meschina di rancore e di risentimento.

Perfino la tua chiesa è avvilita, fraintesa, oppressa; e ogni giorno qualcuno tenta di travolgerla in questi equivoci manomettendo la sua dignità e la sua missione. Oppressa da noi stessi per imprudenze e ingordige. E ogni giorno dobbiamo leggere una stampa che non rispetta nessuno. Perché noi abbiamo sempre ragione.

Perfino chi si dice figlio della chiesa, eccolo ora farsi un approfittatore delle situazioni: sacerdoti che si fanno ‘armeggioni’ del temporale, servi dei potenti anziché testimoni della Tua operante grazia nel tempo.

Signore, noi sappiamo che Tu non ci abbandoni, ma la paura è che siamo noi ad abbandonarTi e rompiamo con facilità i ponti con la Tua parola.

Se noi almeno ripetessimo i Tuoi messaggi così come suonano: come Tu ce li hai affidati; e se non pensassimo,almeno dagli altari, a non preoccuparci d’altro; e dicessimo solo: ‘Ecco, parola del Signore!’.

E distinguessimo le nostre opinioni dalla Tua verità per non soffocare nel caduco e soggettivo ciò che è Tua rivelazione eterna!
Signore, intervieni a restituire al linguaggio degli uomini semplciità e purezza e fiducia: il rispetto della parola, la distinzioe fra la Tua e le nostre parole ; la liberazione dalle rstrizioni mentali, l'umiltà di dire in carità quello che si pensa; e poi il coraggio di confessare tutti i prori errori. Perché solo Tu non pu oi sbagliare.

Allora saremo salvi da Babele. E continuerà ad essere il candelabro d’oro in cima all’alta montagna, tutto acceso dei tuoi dogmi consolatori.

Ritorni ad essere almeno l’Europa un paese dove, quando si parla, finalmente ci si intenda. Perché ognuno, precisamente, intenda quelle stesse cose di cui si parla; e non che sottintenda altre, né adatti a se stesso il mistero di quanto accade, ma adatti sé al mistero. Allora ritorneremo ad essere, anche se in molti modi, anzi ciascuno secondo la sua misura, veritieri e ‘veritanti nell’agape’.

Signore, non negarci questa grazia di restituirci a una interiore e fonda unità di linguaggio, alla fedeltà con le proprie parole, anzi alla coerenza con quanto andiamo gridando nelle piazze. Perché l’anima fonda e misteriosa della parola sei Tu setto, Verbo che si fa quotidianamente carne.

Grazie, o Signore.

David Maria Turoldo

Pregare ‘forse il discorso più urgente’