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giovedì 5 maggio 2011
lunedì 25 aprile 2011
CRISTO E' RISORTO! GUARDIAMO A LUI E NON AVREMO PIU' VOLTI OSCURI ... - I nostri auguri
Io vorrei donare una cosa al Signore,
ma non so che cosa.
Andrò in giro per le strade
zufolando, così,
fino a che gli altri dicano: è pazzo!
E mi fermerò soprattutto coi bambini
a giocare in periferia,
e poi lascerò un fiore
ad ogni finestra dei poveri
e saluterò chiunque incontrerò per via
inchinandomi fino a terra.
E poi suonerò con le mie mani
le campane sulla torre
a più riprese
finché non sarò esausto.
E a chiunque venga
anche al ricco dirò:
siedi pure alla mia mensa,
(anche il ricco è un povero uomo).
E dirò a tutti:
avete visto il Signore?
Ma lo dirò in silenzio
e solo con un sorriso.
Io vorrei donare una cosa al Signore,
ma non so che cosa.
Tutto è suo dono
eccetto il nostro peccato.
Ecco, gli darò un'icona
dove lui bambino guarda
agli occhi di sua madre:
così dimenticherà ogni cosa.
Gli raccoglierò dal prato
una goccia di rugiada
è già primavera
ancora primavera
una cosa insperata
non meritata
una cosa che non ha parole;
e poi gli dirò d'indovinare
se sia una lacrima
o una perla di sole
o una goccia di rugiada.
ma non so che cosa.
Andrò in giro per le strade
zufolando, così,
fino a che gli altri dicano: è pazzo!
E mi fermerò soprattutto coi bambini
a giocare in periferia,
e poi lascerò un fiore
ad ogni finestra dei poveri
e saluterò chiunque incontrerò per via
inchinandomi fino a terra.
E poi suonerò con le mie mani
le campane sulla torre
a più riprese
finché non sarò esausto.
E a chiunque venga
anche al ricco dirò:
siedi pure alla mia mensa,
(anche il ricco è un povero uomo).
E dirò a tutti:
avete visto il Signore?
Ma lo dirò in silenzio
e solo con un sorriso.
Io vorrei donare una cosa al Signore,
ma non so che cosa.
Tutto è suo dono
eccetto il nostro peccato.
Ecco, gli darò un'icona
dove lui bambino guarda
agli occhi di sua madre:
così dimenticherà ogni cosa.
Gli raccoglierò dal prato
una goccia di rugiada
è già primavera
ancora primavera
una cosa insperata
non meritata
una cosa che non ha parole;
e poi gli dirò d'indovinare
se sia una lacrima
o una perla di sole
o una goccia di rugiada.
E dirò alla gente:
avete visto il Signore?
Ma lo dirò in silenzio
e solo con un sorriso.
Io vorrei donare una cosa al Signore,
ma non so che cosa.
Non credo più neppure alle mie lacrime,
e queste gioie sono tutte povere:
metterò un garofano rosso sul balcone
canterò una canzone
tutta per lui solo.
Andrò nel bosco questa notte
e abbraccerò gli alberi
e starò in ascolto dell'usignolo,
quell'usignolo che canta sempre solo
da mezzanotte all'alba.
E poi andrò a lavarmi nel fiume
e all'alba passerò sulle porte
di tutti i miei fratelli
e dirò a ogni casa: pace!
e poi cospargerò la terra
d'acqua benedetta in direzione
dei quattro punti dell'universo,
poi non lascerò mai morire
la lampada dell'altare
e ogni domenica mi vestirò di bianco.
ma non so che cosa.
Non credo più neppure alle mie lacrime,
e queste gioie sono tutte povere:
metterò un garofano rosso sul balcone
canterò una canzone
tutta per lui solo.
Andrò nel bosco questa notte
e abbraccerò gli alberi
e starò in ascolto dell'usignolo,
quell'usignolo che canta sempre solo
da mezzanotte all'alba.
E poi andrò a lavarmi nel fiume
e all'alba passerò sulle porte
di tutti i miei fratelli
e dirò a ogni casa: pace!
e poi cospargerò la terra
d'acqua benedetta in direzione
dei quattro punti dell'universo,
poi non lascerò mai morire
la lampada dell'altare
e ogni domenica mi vestirò di bianco.
David Maria Turoldo
Poiché le Tue parole, mio Dio, non son fatte
per rimanere inerti nei nostri libri,
ma per possederci
e per correre il mondo in noi,
permetti che, da quel fuoco di gioia
da Te acceso, un tempo, su una montagna,
e da quella lezione di felicità,
qualche scintilla ci raggiunga e ci possegga,
ci investa e ci pervada.
Fa' che, come "fiammelle nelle stoppie",
corriamo per le vie della città,
e fiancheggiamo le onde della folla,
contagiosi di beatitudine, contagiosi della gioia...
per rimanere inerti nei nostri libri,
ma per possederci
e per correre il mondo in noi,
permetti che, da quel fuoco di gioia
da Te acceso, un tempo, su una montagna,
e da quella lezione di felicità,
qualche scintilla ci raggiunga e ci possegga,
ci investa e ci pervada.
Fa' che, come "fiammelle nelle stoppie",
corriamo per le vie della città,
e fiancheggiamo le onde della folla,
contagiosi di beatitudine, contagiosi della gioia...
Madeleine Delbrel
Signore, che nessun nuovo mattino venga ad illuminare la mia vita senza che il mio pensiero si volga alla tua Resurrezione e senza che in ispirito io vada, coi miei poveri profumi, verso il sepolcro vuoto dell'orto! Che ogni mattino sia per me mattino di Pasqua! Che ognuno dei miei risvegli sia un risveglio alla tua presenza vera, un incontro pasquale con Cristo nell'orto, questo Cristo talvolta inatteso. Che ogni episodio della giornata sia un momento in cui io ti senta chiamarmi per nome, come chiamasti Maria! Concedimi allora di voltarmi verso di te. Concedimi con una parola sola ma con tutto il cuore, di rispondere: "Maestro!" (don Giovanni Moioli) Carissimi, in una società che appare poco fraterna negli eventi, nelle leggi, nel quotidiano, riflettere e pregare sul binomio santità-fraternità appare un modo per dare volto concreto alla santità. Come ha fatto Gesù. La preghiera che converte il cuore sia aperta ai bisogni dei fratelli; Gesù Eucaristia che contempliamo faccia di noi un cuor solo e un’anima sola per essere segni luminosi del suo amore nel mondo. Umiltà ed unità, siano il nostro grido d’amore a Dio e la luce che misteriosamente raggiunge i cuori. Per le Sue piaghe siamo stati guariti! Il Cristo ha vinto ogni peccato ed ogni morte. PER SEMPRE! Ci aiuti lo Spirito a mantenerci sani e santi, come il Signore Dio nostro, Papino amato, ci vuole. Ci assista sempre Maria, Madre nostra, Madre della Tenda. Amen! Buona Pasqua di Resurrezione a tutti, in un reale incontro che faccia rinascere in noi Lo Spirito Santo, che è la carità eterna, il legame dell'unità nella Trinità, unisce con la sua forza nella carità divina gli uomini dispersi, creando così la multiforme e grande comunità della Chiesa in tutto il mondo. Nei giorni dopo l'Ascensione del Signore fino alla domenica di Pentecoste, i discepoli con Maria erano riuniti nel Cenacolo per pregare. Sapevano di non poter essi stessi creare, organizzare la Chiesa: la Chiesa deve nascere ed essere organizzata dall’iniziativa divina, non è una creatura nostra, ma è dono di Dio. E solo così essa crea anche unità, una unità che deve crescere. La Chiesa in ogni tempo si unisce spiritualmente nel Cenacolo con gli Apostoli e con Maria per implorare incessantemente l'effusione dello Spirito Santo. Sospinta dal suo vento gagliardo essa potrà così essere capace di annunciare il Vangelo sino agli estremi confini della terra. (Benedetto XVI, 7 maggio 2008) | <><><><><><> >
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lunedì 28 febbraio 2011
Come si può tornare nel grembo materno una seconda volta?...
Con l'immagine del nascere di nuovo il Maestro intende dire che il Regno di Dio, pur essendo una realtà comunitaria, è strettamente legato a un mutamento personale, a una presa di distanza radicale dal proprio passato. In sostanza, il rinnegamento di sé che deve essere un atteggiamento permanente come è permanente la necessità della conversione. Con l'immagine del "nascere dall'alto", Gesù intende dire che la Legge di Mosè non è in grado di formare l'uomo al Regno di Dio. Occorre il dono di una vita nuova che scende dall'alto e che trasforma la persona nel suo intimo ...
Come possiamo comprendere la risposta di Gesù è sconvolgente: afferma che è tutto inutile. Per entrare nel regno di Dio è necessario un rinnovamento totale alla radice, proprio come entrare nella vita con un nuovo essere. Ma nascere, entrare nella vita non dipende da noi, ma da Dio. Nessuna ricetta può permettere a Nicodemo e ad Israele, che egli rappresenta, di convertirsi, di assicurarsi l'accesso al regno. La rinascita avverrà nel segno dell'acqua, nel battesimo, ma sarà opera dello Spirito Santo ...
In ebraico spirito si dice ruah, che significa anche soffio (di vento); Gesù prende l'occasione del doppio significato per aggiungere un esempio pratico: … il soffio dove vuole soffia e il rumore di esso tu ascolti, ma non sai donde viene e donde va ...
Così è di chiunque è nato dallo Spirito.
Giovanni dice che la verità "si fa", perché solo chi vive nella luce, parla parole di luce.
Tutti gli altri, pur essendo sinceri, non fanno che comunicare il buio che hanno dentro
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