• IN MANUS TUAS

    Vi darò buone notizie dal Paradiso

    Sono davvero tante, sono tante le cose che vorrei dire a tutti, sono tante! Ma una sola resta la più importante: In Manus Tuas, In Manus Tuas, In Manus Tuas! Sì, dite questo a tutti da parte mia: IN MANUS TUAS! E’ questa l’unica cosa importante: il pieno e completo abbandono alla volontà del Padre, sia quando a noi pare bella, sia quando a noi pare brutta, credere sempre che tutto è un dono squisitissimo e delicatissimo della tenerezza dell’Amore del padre per noi! In Manus Tuas, Domine, grazie Papà! E, un’altra cosa… l’ho sempre amato! Dite questo da parte mia. E un bacio nel Signore a tutti. + Salvatore Boccaccio vescovo

  • è tempo ora

    è tempo, ORA ...

    E' il tempo ora della nostra trasfigurazione... Tempo di girarci verso la Luce , perché la luce E' GIA' QUI! E' il Dio che portiamo dentro e che deve erompere dalla mia tenebra come il sole dalla notte, come il mistero erompe dalla creazione e a Pasqua rovescerà la pietra per dire che la notte è vinta per sempre! Un salmo esorta "Guardate a lui e sarete raggianti". Guardate a lui e non avrete più volti oscuri ...

  • esponiamoci alla sua luce

    esponiamoci alla Sua luce!

    E allora piantiamo la nostra tenda davanti a Cristo, esponiamoci alla Sua luce, abitiamola, godiamo di quella luce come la luna gode del sole. La luce non è nostra ma noi possiamo, come lune davanti al sole, assorbire la luce e poi irradiarla e diventare raggianti. Occhi lucenti, corpi luminoso, astri che a loro volta indicano il cammino ad altri. Così hanno fatto i discepoli, così ha fatto Maria icona splendente del nostro futuro… Padre ERMES RONCHI dei Servi di Maria.

  • Mater Misericordiae!

    Maria Madre della Tenda

    Madre di Gesù e madre nostra, prega per noi ora, affinché l’umanità si risvegli e decida veramente per la costruzione di una nuova civiltà dell’amore; Ti ascolti, Ti risponda e riponga in Te fiducia. Prega per noi, ora, affinché gli uomini si risveglino dal sonno della non vita e vengano a Te in un abbandono fiducioso per essere ricondotti a Gesù. Fa' splendere la tua luce, Madre, e mostraci la via della salvezza. Madre della Tenda, prega per noi

  • Con Chiara nei deserti della vita ...

    Con Chiara nei deserti della vita ...

    Desideriamo percorrere i ‘deserti’ del mondo e ascoltare il grido di chi non ha più voce, raccogliere il dolore di chi è disperato certi che anche le lacrime, raggiunte dal raggio dell’Amore, possono risplendere di Luce divina nel firmamento dell’eternità e trasformarsi in splendidi arcobaleni che illuminano le nostre città. Sempre Uniti nel portare la Rivoluzione del Vangelo in tutto il mondo - Chiara Amirante

  • Nella gioia del RISORTO!

    Nella gioia del RISORTO!

    L'annuncio cristiano dice: Dio si è fatto uomo, si è reso presenza umana, carnale, dentro la storia "Perché cercate tra i morti colui che è vivo?" Luca 24

  • Integer vitae nulla!

    Vorrei dirvi una cosa ...

    Non temete! Se Colui che E' da principio, non ha disdegnato questi sassi, non disprezzerà neppure i macigni del vostro povero cuore. Sappiate offrirglieli, perchè stabilisca in mezzo agli uomini il suo domicilio. E continuerà anche per il vostro SI, l'avventura della Redenzione DON TONINO BELLO...

  • Suspendisse neque tellus

    Nel deserto della mia vita, Signore ...

    hai voluto piantare la Tua tenda. Ogni giorno mi chiedo come sia possibile e nella carne risuona la Tua voce che viene a dirmi che non è opera mia. Tutto è veramente grazia, Signore, ed io voglio cantare la melodia della Tua infinta misericordia ...

  • Curabitur faucibus

    LA DIMORA DI DIO CON GLI UOMINI

    Udii allora una voce potente che usciva dal trono: «Ecco la dimora di Dio (la tenda) con gli uomini! Egli dimorerà tra di loro ed essi saranno suo popolo ed egli sarà il "Dio-con-loro". E tergerà ogni lacrima dai loro occhi; non ci sarà più la morte, né lutto, né lamento, né affanno, perché le cose di prima sono passate» Apocalisse 21, 3-4

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mercoledì 29 giugno 2011

GLORIFICA LA TUA VITA! DIVENTA UN GIRASOLE ... Tracce incontro 28 giugno 2011 - 2a parte


Non ci crederete ma l'unica immagine
 che sono riuscita a pubblicare è quella di Mons. Boccaccio...
E siccome sono piccola, della piccolezza di Thérèse di Lisieux,
la prendo come una sua delicatezza celeste ...


“Come la pioggia e la neve,
scendono giù dal cielo,
e non vi ritornano senza
irrigare
e far germogliare la terra,
così ogni mia parola
non ritornerà a me
senza operare quanto
desidero senza aver compiuto
ciò per cui l'avevo mandata..."

Is 55
Quante volte avremo letto queste parole, quante volte ascoltate e quante cantate!
Eppure c'è sempre un nuovo significato che emerge.
Non siamo noi che decidiamo di cambiare; non siamo del tutto padroni della nostra vita.
Siamo piccoli germogli innaffiati e curati, talvolta piegati dal vento,  dalla troppo forte pioggia o  dalla grandine battente.
Ma un ‘giorno di Sole è fatto per noi. E nella fede, come girasoli , volgiamo noi stessi alla
Fonte.


Il girasole insegna … Il sole è sorgente di luce e di calore. Abbiamo bisogno di luce per vivere, per orientarci, per operare delle buone scelte, e abbiamo anche bisogno di calore per conoscere la serenità e la sicurezza, in questo mondo difficile. Dove rivolgerci per avere risposta ai nostri più profondi bisogni? Verso Dio stesso, per mezzo della fede. Egli, infatti, vuole dare a tutti luce e calore, ma questo è possibile soltanto se ci rivolgiamo a lui con fiducia per mezzo di Gesù Cristo. Sì, Gesù è venuto, “luce del mondo” per tutti i popoli, luce mandata da Dio, risplendente di grazia e di verità. Se lo riceviamo, Egli ci comunica la sua vita perché entriamo in una nuova relazione con il nostro Creatore. Gesù dice: “ Io sono la luce del mondo; chi mi segue non camminerà nelle tenebre, ma avrà la luce della vita. Per non conoscere le tenebre eterne, lontano da Dio, andiamo a Gesù. Se seguiremo Lui, cammineremo alla sua luce. La Bibbia dice: “Il frutto della luce consiste in tutto ciò che è bontà, giustizia e verità” (Efesini 5,9).


La sua « epifania» non è quella sfolgorante e trionfale del re guerriero e vittorioso. Egli è re di pace che spezza i simboli e gli strumenti di guerra. La sua persona e il suo programma richiamano piuttosto la figura del Servo di Iahvè che si presenta quale modello dei «poveri di Iahvè» (Is 42,1-4). E’ il paradosso di un re umile eppure dominatore del mondo, che richiama inevitabilmente Gesù, che nel giorno delle palme fa il suo ingresso trionfale in Gerusalemme come un re pacifico cavalcando un mite puledro (Lc 19,35ss.).
 In Matteo 11, 25-30 ancora ‘paradossali affermazioni’. Sembra di sentire l’eco del discorso della montagna. Là il genere letterario era quello delle beatitudini, qui è quello della benedizione e del ringraziamento al Padre. Là i poveri, gli umili e i perseguitati sono chiamati beati perché di loro è il regno dei cieli; qui sono ancora gli umili, gli ignoranti e gli oppressi ai quali Dio rivela i segreti del suo regno :

 



In quel tempo Gesù disse:
«Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così hai deciso nella tua benevolenza. Tutto è stato dato a me dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo.

Venite a Me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per la vostra vita. Il mio giogo infatti è dolce e il mio peso leggero».
Mt 11, 25-30









Come girasoli in cerca di luce, volgiamo a Lui lo sguardo e saremo raggianti! Eccoci, Signore, esposti ai raggi del Tuo Amore.

O sole che sorgi, splendore della gloria divina, sole di giustizia, vieni ed illuminaci!

O Cristo, Pane vivo di dal cielo, o grande Sole che mai tramonta all' orizzonte della Chiesa e del mondo, rendici capaci di rimanere con Te in silenzioso amore adorante certi di poter ricevere quanto occorra alla nostra vita. Linfa vitale, riempici di Te, colmaci dei doni dello Spirito. Fa’ che l’orientamento della nostra vita sia verso le cose di Dio, come – adolescente - dicesti ai tuoi genitori preoccupati, quando ti ritrovarono nel Tempio. Se rimarremo orientati verso il Padre, saremo nella Luce, perché Dio è luce. Rivolgendoci a Te, che siedi alla Sua destra, saremo raggianti e mai confusi. Fa’ che diamo sempre tempo, a questa ‘illuminazione’. Non basta stare in chiesa, è il nostro cuore che dev’essere rivolto a Te! Esposti ai tuoi raggi divini saremo pienamente trasformati in Te, finché anche tutto il creato divenga Eucaristia, l' inno cosmico di rendimento di grazie al Padre, Amore che ti ha donato, e diventi pura lode nel silenzio. Amen.


I salici piangenti, volenti o dolenti, non si possono sradicare dalla vita.

 Per tutti, presto o tardi, il dolore bussa alla porta della propria casa.

 All’ombra di ogni salice piangente veglia però un girasole, così come dietro ogni problema è nascosto un dono.

 Girasoli sono coloro che si accostano al dolore senza minimizzarlo o banalizzarlo.

Il girasole ha una sua storia da raccontare: non pretende di crescere da solo, ma vive bene in comunione senza competere per spazio o per luce, perché per tutti c’è abbastanza sole e nutrimento.

II girasole non è egoista o avaro, ma accoglie tra le trame del suo viso api, farfalle e altri insetti che hanno bisogno della sua linfa e dei suoi doni.

 Il girasole non contempla la realtà dall’alto per dominarla, ma per illuminarla con la sua luce baciarla con il suo sorriso.

 Si affida al sole per ricevere energia e vita, ma sa anche inchinarsi dinanzi alla notte per onorare l’altra dimensione dell’esistenza.

I girasoli sono come il sorriso di Dio sulla terra.

 Hanno la luce di Dio nelle loro corolle, il suo splendore, la sua gioia, la sua gloria e, al tempo stesso, la sua semplicità. Reclinando il capo, ci ricordano l'umiltà.

 Nel cuore di ogni girasole c’è un inno di gioia a Dio, datore di ogni bene.

Nel bambino c’è qualcosache mai può mancarein chi vuol entrare nel Regno dei cieli.
Al cielo sono destinati quanti sono semplici
Come i bambini, quanti come loro sono pieni di
fiducioso abbandono, ricchi di bontà e puri.

O Dio, che ti riveli ai piccoli e doni ai miti l'eredità del tuo regno,
rendici poveri, liberi ed esultanti, a imitazione del Cristo tuo Figlio, per
portare con lui il giogo soave della croce e annunziare agli uomini
la GIOIA del RISORTO!


Sono davvero tante, sono tante le cose che vorrei dire a tutti, sono tante! Ma una sola resta la più importante: In Manus Tuas, In Manus Tuas, In Manus Tuas! Sì, dite questo a tutti da parte mia: IN MANUS TUAS! E’ questa l’unica cosa importante: il pieno e completo abbandono alla volontà del Padre, sia quando a noi pare bella, sia quando a noi pare brutta, credere sempre che tutto è un dono squisitissimo e delicatissimo della tenerezza dell’Amore del padre per noi! In Manus Tuas, Domine, grazie Papà! E un’altra cosa… l’ho sempre amato! Dite questo da parte mia. E un bacio nel Signore a tutti.

+ Salvatore Boccaccio vescovo


Vivere l’ in manus tuas significa riporre in Dio ogni nostro affanno, preoccupazione, ferita, stanchezza, oppressione, passando dal nostro delirio d’onnipotenza al riporre il nostro cuore nel cuore di Dio. Concretamente si traducono in esercizi di vita quotidiana che saranno a volte puri atti di volontà, perciò puri atti d’amore se fatti col cuore, a volte una grazia misteriosa che Dio ci donerà.

In manus tuas Domine, non la mia ma la tua volontà!

Voglio per questo insistere sull’importanza di questa preghiera così profonda e segreta che Gesù stesso c’ha donato dicendola e vivendola

 Don Davide Banzato

mercoledì 27 aprile 2011

GLI AMICI DEL CENACOLO LA TENDA - S.ta Teresa del Bambin Gesù e del Volto Santo, Dottore della Chiesa - 1a parte



GESU', MIA GIOIA

L'inalterabile gioia di una piccola grande santa
«Uragano di gloria» (Pio XI)





"La vostra dottrina è sapiente e sicura la vostra via,
ma occorre essere sinceri di cuore per corrervi,
e se il vostro vangelo è quello della gioia,
non lo si comprende bene che attraverso il soffrire..."
P. Jacques Sévin s.j. 
ATTO D’OFFERTA
all'Amore Misericordioso del buon Dio composto da santa Teresa del Bambino Gesù.
Santa Teresa del Bambino Gesù portava notte e giorno sul suo cuore questoatto d'offerta, nel libro dei santi Vangeli. J.M.J.T.
Offerta di me stessa come Vittima d'olocausto all'Amore Misericordioso di Dio.
Dio mio, Trinità beata, desidero amarti e farti amare, lavorare per la glorificazione della santa Chiesa, salvando le anime che sono sulla terra e liberando quelle che soffrono nel purgatorio. Desidero compiere perfettamente la tua volontà e giungere al grado di gloria che tu nel tuo regno hai preparato per me, in una parola, voglio essere santa. Sento però la mia impotenza e ti domando, o Dio, di essere tu la mia Santità.
Poiché tu mi hai amata fino a darmi il tuo unico Figlio come Salvatore e Sposo, i tesori infiniti dei suoi meriti sono per me; tè li offro con gioia, supplicandoti di non guardarmi se non attraverso il Volto di Gesù e nel suo Cuore infuocato d'Amore.
Ti offro tutti i meriti dei santi (che sono in cielo e in terra), i loro atti d'Amore e quelli degli angeli santi; infine ti offro, o beata Trinità, l'Amore e i meriti della Madonna, Madre mia carissima; è a lei che consegno la mia offerta, pregandola di presentarla a tè.
Il suo divin Figlio, Sposo mio, Diletto, quando era sulla terra ci ha detto: «Tutto quello che domanderete al Padre mio nel mio nome, Egli ve lo concederà!». Sono dunque certa che mi esaudirai.
Lo so, o mio Dio, più vuoi dare, più fai desiderare.
Sento nel mio cuore immensi desideri ed è con fiducia che ti chiedo di venire a prendere possesso della mia anima. Ah, non posso ricevere la santa comunione tutte le volte che lo desidero, ma, Signore, Tu non sei forse Onnipotente? Resta in me, come nel tabernacolo, non allontanarti mai dalla tua piccola ostia...
Vorrei consolarti per l'ingratitudine dei cattivi e ti supplico di togliermi la libertà di farti dispiacere; se qualche volta, per debolezza, dovessi cadere, il Tuo Sguardo Divino purifichi subito la mia anima bruciando ogni imperfezione, come il fuoco che trasforma in sé tutte le cose...
Dio mio, ti ringrazio di tutte le grazie che mi hai elargito, in particolare di avermi fatto passare attraverso il crogiuolo della sofferenza. E con gioia che ti contemplerò, nell'ultimo giorno, portando lo scettro della croce;
poiché ti sei degnato di farmi partecipe di questa croce così preziosa, spero di somigliarti in cielo e di vedere brillare sul mio corpo glorificato le sacre stigmate della tua Passione...
Dopo l'esilio terreno, spero di goderti nel tuo regno; ma non voglio ammassare meriti per il cielo; voglio lavorare solo per il tuo Amore, nell'unico desiderio di farti piacere, di consolare il tuo sacro Cuore e di salvare anime che ti ameranno per sempre.
Al tramonto di questa vita, mi presenterò a Te, o Signore, con le mani vuote, perché non voglio domandarti di cantare le mie opere... Tutta la nostra giustizia si presenta macchiata ai tuoi occhi. Voglio rivestirmi dunque della tua Giustizia e ricevere dal tuo Amore il possesso eterno di Tè. Non voglio altro Trono o altra Corona se non Tè, o mio Diletto!...
Ai tuoi occhi il tempo è nulla, un solo giorno è come mille anni, Tu puoi, dunque, in un istante, prepararmi per comparirti davanti.
Per vivere in un Atto d'Amore Perfetto, MI OFFRO COME VITTIMA D'OLOCAUSTO AL TUO AMORE MISERICORDIOSO, supplicandoti di consumarmi senza sosta, lasciando traboccare nella mia anima i fiotti di infinita tenerezza che sono racchiusi in tè e che io diventi, così, Martire del tuo Amore, o mio Dio!...
Che questo martirio, dopo avermi preparata a comparirti davanti, mi faccia, poi, morire e che, subito, la mia anima si slanci nell'eterno abbraccio del tuo Amore Misericordioso.
O mio Diletto, ad ogni battito del mio cuore voglio rinnovarti questa offerta, infinite volte, fino a che, svanite le ombre, io possa ridirti il mio Amore in un Eterno Faccia a Faccia....

Maria Francesca Teresa
del Bambino Gesù e del Santo Volto
carm.sc.ind.
Festa della SS. Trinità, 9 giugno dell'anno di grazia 1895






Siccome le mie immense aspirazioni erano per me un martirio, mi rivolsi alle lettere di san Paolo, per trovarvi finalmente una risposta. Gli occhi mi caddero per caso sui capitoli 12 e 13 della prima lettera ai Corinzi. Continuai nella lettura e non mi perdetti d' animo. Trovai così una frase che mi diede sollievo: "Aspirate ai carismi più grandi. E io vi mostrerò una via migliore di tutte" [1 Cor 12,31]. L’Apostolo infatti dichiara che anche i carismi migliori sono un nulla senza la carità, e che questa medesima carità è la via più perfetta che conduce con sicurezza a Dio. Avevo trovato finalmente la pace. Considerando il corpo mistico della Chiesa, non mi ritrovavo in nessuna delle membra che san Paolo aveva descritto, o meglio, volevo vedermi in tutte. La carità mi offrì il cardine della mia vocazione. Compresi che la Chiesa ha un corpo composto di varie membra, ma che in questo corpo non può mancare il membro necessario e più nobile. Capii che solo l’amore spinge all’azione le membra della Chiesa e che, spento questo amore, gli apostoli non avrebbero più annunziato il vangelo, i martiri non avrebbero più versato il loro sangue. Allora con somma gioia ed estasi dell’animo gridai: O Gesù, mio amore, ho trovato finalmente la mia vocazione. La mia vocazione è l’amore. Sì, ho trovato il mio posto nella Chiesa, e questo posto me lo hai dato tu, o mio Dio.

Nel cuore della Chiesa, mia madre, io sarò l’amore

ed in tal modo sarò tutto e il mio desiderio si tradurrà in realtà.


 Dall' autobiografia di santa Teresa di Gesù Bambino e del Volto  Santo, vergine e dottore della Chiesa




"...Riconosco che senza di Lui sarei potuta cadere in basso come santa Maddalena, e le profonde parole di Nostro Signore a Simone riecheggiarono con grande dolcezza nella mia anima... Lo so: "Colui al quale si perdona di meno, ama meno (Lc 7,40-47)", ma so anche che Gesù mi ha perdonato più che a santa Maddalena, poiché mi ha perdonato in anticipo, impedendomi di cadere. Ah! quanto vorrei poter spiegare ciò che sento!...

Ecco un esempio che tradurrà un po' il mio pensiero. Supponiamo che il figlio di un bravo medico incontri sul suo cammino una pietra che lo faccia cadere e che in questa caduta si rompa un arto: subito il padre va da lui, lo rialza con amore, cura le sue ferite impiegando in questo tutte le risorse della sua arte e presto il figlio, completamente guarito, gli dimostra la propria riconoscenza.Senza dubbio questo figlio ha ben ragione di amare suo padre! Ma farò ancora un'altra supposizione. Il padre, avendo saputo che sulla via del figlio si trova una pietra, si affretta a precederlo e la toglie (senza essere visto da nessuno). Sicuramente questo figlio, oggetto della sua tenerezza previdente, non SAPENDO del male da cui l'ha liberato il padre, non gli dimostrerà la propria riconoscenza e lo amerà meno che se fosse stato guarito da lui...Ma se viene a sapere il pericolo al quale è appena sfuggito non lo amerà di più? Ebbene, sono io questa figlia oggetto dell'amore previdente di un Padre che ha mandato il suo Verbo per salvare non i giusti ma i peccatori (cfr. Mt 9,13).
Vuole che lo ami perché mi ha perdonato non molto ma tutto (cfr. Lc 7,47). Non ha aspettato che lo amassi molto come santa Maddalena, ma ha voluto che IO SAPESSI come mi aveva amato con un amore di ineffabile previdenza perché ora lo ami alla follia!...Ho sentito dire che non si è mai vista un'anima pura che amasse più di un'anima penitente; ah! come vorrei smentire questa affermazione!..."




Tratto da: "Storia di un'anima", di Santa Teresa di Lisieux


  



LINKS:






"La mia (piccola) via è tutta fiducia ed abbandono.
Non capisco le anime che hanno paura di un così tenero Amico" Lettera 226







continua ...





martedì 26 aprile 2011

PASQUA DI RESURREZIONE - Moti dell'anima ...


Andiamo nelle strade, nelle piazze, sui tetti e cantiamo le meraviglie dell’Amore. In questo mondo sempre più attanagliato dalla tristezza, caratterizzato da una ricerca spasmodica di felicità e da una depressione sempre più dilagante, testimoniamo che Cristo è la Via per la pienezza della Gioia!

Allelu-iaaa!!!
  
 CHIARA AMIRANTE





Mio male non è l'orrendo drago
che pure mi addenta e si avvinghia
su per il corpo ...
come
il serpente sull'albero della vita.

...Mio male è sapermi impotente
a dire il tuo dramma, mio Dio,
di fronte allo stesso male:
il tuo patire della nostra pena
di saperci così infelici.

E di non cantare con degni canti
la festa che fai quando
un bimbo è felice
e un disperato torna a sperare.

(David Maria Turoldo)






La croce è la mia spada. Le spine il mio elmo. I chiodi le mie frecce.
Così vado incontro al nemico. Con queste armi sconfiggo la morte.
Con queste armi mi lascio avvolgere dalla Vita. (Eric Pearlman)

lunedì 25 aprile 2011

CRISTO E' RISORTO! GUARDIAMO A LUI E NON AVREMO PIU' VOLTI OSCURI ... - I nostri auguri



Io vorrei donare una cosa al Signore,
ma non so che cosa.
Andrò in giro per le strade
zufolando, così,
fino a che gli altri dicano: è pazzo!
E mi fermerò soprattutto coi bambini
a giocare in periferia,
e poi lascerò un fiore
ad ogni finestra dei poveri
e saluterò chiunque incontrerò per via
inchinandomi fino a terra.
E poi suonerò con le mie mani
le campane sulla torre
a più riprese
finché non sarò esausto.
E a chiunque venga
anche al ricco dirò:
siedi pure alla mia mensa,
(anche il ricco è un povero uomo).
E dirò a tutti:
avete visto il Signore?
Ma lo dirò in silenzio
e solo con un sorriso.

Io vorrei donare una cosa al Signore,
ma non so che cosa.
Tutto è suo dono
eccetto il nostro peccato.
Ecco, gli darò un'icona
dove lui bambino guarda
agli occhi di sua madre:
così dimenticherà ogni cosa.
Gli raccoglierò dal prato
una goccia di rugiada
è già primavera
ancora primavera
una cosa insperata
non meritata
una cosa che non ha parole;
e poi gli dirò d'indovinare
se sia una lacrima
o una perla di sole
o una goccia di rugiada.








E dirò alla gente:

avete visto il Signore?

Ma lo dirò in silenzio
e solo con un sorriso.


Io vorrei donare una cosa al Signore,
ma non so che cosa.
Non credo più neppure alle mie lacrime,
e queste gioie sono tutte povere:
metterò un garofano rosso sul balcone
canterò una canzone
tutta per lui solo.
Andrò nel bosco questa notte
e abbraccerò gli alberi
e starò in ascolto dell'usignolo,
quell'usignolo che canta sempre solo
da mezzanotte all'alba.
E poi andrò a lavarmi nel fiume
e all'alba passerò sulle porte
di tutti i miei fratelli
e dirò a ogni casa: pace!
e poi cospargerò la terra
d'acqua benedetta in direzione
dei quattro punti dell'universo,
poi non lascerò mai morire
la lampada dell'altare
e ogni domenica mi vestirò di bianco.


David Maria Turoldo


Poiché le Tue parole, mio Dio, non son fatte
per rimanere inerti nei nostri libri,
ma per possederci
e per correre il mondo in noi,

permetti che, da quel fuoco di gioia
da Te acceso, un tempo, su una montagna,
e da quella lezione di felicità,
qualche scintilla ci raggiunga e ci possegga,
ci investa e ci pervada.
Fa' che, come "fiammelle nelle stoppie",
corriamo per le vie della città,
e fiancheggiamo le onde della folla,
contagiosi di beatitudine, contagiosi della gioia...
Madeleine Delbrel


<><><><><><> <><><><><><>
Signore, che nessun nuovo mattino venga ad illuminare la mia vita senza che il mio pensiero si volga alla tua Resurrezione e senza che in ispirito io vada, coi miei poveri profumi, verso il sepolcro vuoto dell'orto! Che ogni mattino sia per me mattino di Pasqua! Che ognuno dei miei risvegli sia un risveglio alla tua presenza vera, un incontro pasquale con Cristo nell'orto, questo Cristo talvolta inatteso. Che ogni episodio della giornata sia un momento in cui io ti senta chiamarmi per nome, come chiamasti Maria! Concedimi allora di voltarmi verso di te. Concedimi con una parola sola ma con tutto il cuore, di rispondere: "Maestro!"

(don Giovanni Moioli)






Carissimi,
in una società che appare poco fraterna negli eventi, nelle leggi, nel quotidiano, riflettere e pregare sul binomio santità-fraternità appare un modo per dare volto concreto alla santità. Come ha fatto Gesù.
La preghiera che converte il cuore sia aperta ai bisogni dei fratelli; Gesù Eucaristia che contempliamo faccia di noi un cuor solo e un’anima sola per essere segni luminosi del suo amore nel mondo. Umiltà ed unità, siano il nostro grido d’amore a Dio e la luce che misteriosamente raggiunge i cuori.

Per le Sue piaghe siamo stati guariti!
Il Cristo ha vinto ogni peccato ed ogni morte. PER SEMPRE!

Ci aiuti lo Spirito a mantenerci sani e santi, come il Signore Dio nostro, Papino amato, ci vuole. Ci assista sempre Maria, Madre nostra, Madre della Tenda. Amen!

Buona Pasqua di Resurrezione a tutti,
in un reale incontro che faccia rinascere in noi
VERA VITA!!! 

In Manus Tuas,

Cenacolo La Tenda
Velletri







Lo Spirito Santo, che è la carità eterna, il legame dell'unità nella Trinità, unisce con la sua forza nella carità divina gli uomini dispersi, creando così la multiforme e grande comunità della Chiesa in tutto il mondo. Nei giorni dopo l'Ascensione del Signore fino alla domenica di Pentecoste, i discepoli con Maria erano riuniti nel Cenacolo per pregare. Sapevano di non poter essi stessi creare, organizzare la Chiesa: la Chiesa deve nascere ed essere organizzata dall’iniziativa divina, non è una creatura nostra, ma è dono di Dio. E solo così essa crea anche unità, una unità che deve crescere. La Chiesa in ogni tempo si unisce spiritualmente nel Cenacolo con gli Apostoli e con Maria per implorare incessantemente l'effusione dello Spirito Santo. Sospinta dal suo vento gagliardo essa potrà così essere capace di annunciare il Vangelo sino agli estremi confini della terra.
(Benedetto XVI, 7 maggio 2008)



CRISTO E' RISORTO! E GIOIA SIA!!! Gli auguri di Chiara Amirante ...




 
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